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presente sito, per il quale mi è stato riservato il piacere e l’onore
dell’introduzione, rappresenta l’atto finale di una realizzazione concreta
dalla quale tutti noi dell’Alta Valle Brembana dobbiamo essere orgogliosi
e felici. Ha preso corpo, anzitutto, il desiderio del compianto don Palla
che, al momento della sua dipartita da questo mondo, aveva manifestato
la volontà di utilizzare il lascito del terreno per costruire in
Valle Brembana una opportunità di accoglienza per gli anziani, in
modo particolare per quelli in stato di bisogno. Abbiamo, inoltre, realizzato
insieme un’opera che costituisce la attuazione pratica dei valori che sono
alla base del nostro impegno civile e sociale.
La
“Fondazione don Palla Onlus”, infatti, sta lì a testimoniare come
le parole che spesso usiamo per i nostri programmi possono diventare realtà.
Le scelte di fondo che andiamo propugnando da tempo sono ormai note e fondamentalmente
si possono riassumere nella attenzione alla persona, in particolare all’uomo
più in difficoltà, a coloro che sono emarginati e in stato
di debolezza in questa società in cui ormai, i valori dominanti
sono quelli del successo, del consumismo e dell’individualismo. Queste
situazioni, in una realtà che vuol chiamarsi veramente comunitaria,
debbono essere affrontate con uno strumento solo: la solidarietà.
E’ questo spirito solidaristico, che ci viene dai nostri padri, la luce
che ci ha guidato in questo cammino alla ricerca della risposta ai bisogni
della popolazione anziana della Valle, soprattutto, come dicevo prima,
di quella parte più debole perché sola, non autosufficiente
o, in ogni caso, con problematiche socio-sanitarie. Abbiamo tentato di
trovare una soluzione di tranquillità per l’avvenire di nostri concittadini
che, dopo anni di sacrifici, possono trovarsi in stato di bisogno proprio
nel momento in cui la società del benessere cerca di “scaricarli”
perché ormai improduttivi.
Credo
che questa possa essere anche una occasione di riflessione per noi tutti,
una occasione per prendere coscienza di questo problema, non foss’altro
perché in quella situazione prima o poi potremmo capitarci anche
noi. Per questo e per l’attenzione comunitaria che deve esserci tra noi,
il nostro impegno non può finire con la costruzione di un’opera,
seppur bella, fatta di muri e attrezzature. Ora il nostro impegno è
“farci prossimo”, nasce cioè il dovere di stare vicini agli anziani
non soltanto per pietà o per scaricarsi la coscienza, o per dare
qualche aiuto, ma perché sono parte viva a tutti gli effetti della
nostra Comunità montana ed anche per imparare da loro la Sapienza,
che è come la pienezza della stagione autunnale, ricca di colori
e sfumature: in poche parole dobbiamo impegnarci a far vivere e a
convivere con il ”Centro don Palla”. Infine i ringraziamenti. Voglio porgere
il mio grazie, il nostro grazie anzitutto, a don Palla perché, con
le sue ultime volontà ci ha dato la fortuna, proprio così,
di praticare quei valori, cui accennavo poc’anzi, rendendo tangibile il
significato della solidarietà nella vita di una comunità.
E poi un grazie a tutti coloro che direttamente hanno partecipato alla
realizzazione dell’opera o che, indirettamente ma per ciò stesso
non di minore importanza, hanno sostenuto moralmente chi era impegnato
in prima persona e nel pieno delle responsabilità.
Difficoltà
ne abbiamo incontrate, non lo nascondo, ma abbiamo confidato nel fatto
che stavamo operando per il bene comune e che, pertanto, stavamo realizzando,
nel nostro piccolo, un disegno della Provvidenza, la quale non sarebbe
potuta venire meno. La forza morale di portare a termine il nostro impegno
ci è venuto dalla nostra gente, soprattutto la più umile,
cui va la nostra infinita gratitudine. Con grande gioia e commozione consegnamo
la “Casa di Riposo” agli anziani della Valle Brembana perché, d’ora
in poi, è loro, augurandoci che diventi il luogo di incontro e di
crescita di tutte le generazioni.
PIETRO
BUSI
Presidente
della Fondazione Don Stefano Palla Onlus |